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Arti Marziali e Difesa Personale

In questo articolo il focus è puntato sulla differenza che corre tra le Arti Marziali comunemente intese e la Difesa Personale così come noi la intendiamo e pratichiamo all'interno del nostro gruppo.

Tra le tante definizioni e concezioni di “Difesa Personale” quella che noi adottiamo è la seguente :

<< La difesa personale è l'insieme di tecniche e tattiche idonee ad evitare situazioni pericolose, o a fronteggiarle se necessario, causando il minor danno possibile a tutte le persone coinvolte ed impiegando il minor tempo possibile. >>

Esaminando la definizione di cui sopra, risulta evidente che la difesa personale viene insegnata in primis come metodo per trarsi d'impaccio, possibilmente intervenendo ancora prima del manifestarsi del pericolo e solo in un secondo tempo, se fallisce il tentativo di districarsi dalla situazione, ci si preoccupa di fronteggiare gli avversari con metodi e tecniche appropriate.

In quest'ultimo caso però, l'obiettivo è sempre quello di trarci d'impaccio e difendere noi ed i nostri cari, non l'infierire sul nostro avversario infliggendogli danni inutili.

Infine, il fattore tempo ha la sua importanza, infatti più dura a lungo la situazione di conflitto, più cresce il pericolo di provocare danni alle persone coinvolte, ecco perchè non insegnamo tecniche complicate o inutili svolazzi, ma sviluppiamo abilità di movimento che ci consentono di destreggiarci fluidamente in un contesto ostile, facilitandoci il raggiungere una posizione sicura.

Quindi, una azione di difesa personale così come noi la intendiamo e proponiamo ai nostri affiliati ha come scopo prioritario l'eliminazione del pericolo e la messa in sicurezza delle persone e non malmenare l'avversario.

Le Arti Marziali invece hanno diverse connotazioni, vari insegnanti di vari stili ne danno definizioni differenti, ma praticamente tutte hanno in comune alcuni tratti:

1 – Sono metodi e tattiche che mirano alla eliminazione dell'avversario senza troppo curarsi di quanti danni gli si possono infliggere, anzi, alcuni insegnanti non particolarmente attenti alla legislazione corrente di un paese civile, trasmettono quasi esclusivamente contenuti tecnici brutali che non ammettono il controllo dell'avversario per concedergli la resa senza causargli danni rilevanti.

2 – Queste discipline sono spesso affiancate da una filosofia orientaleggiante insegnata come parte integrante dell'Arte Marziale, dove viene esaltato il percorso individuale di sviluppo di un praticante il quale deve giungere, da solo, con le sue proprie forze e grazie alla esperienza acquisita nella disciplina praticata, ad uno stato di "pace interiore ed esteriore".

3 – Spesso il Maestro dell'Arte Marziale si autoproclama detentore assoluto della verità tecnica e di formazione spirituale collocandosi di fatto su un piedistallo, viene pertanto idolatrato col tempo dai suoi allievi, che tiene sotto controllo scatenando tutto un insieme di meccanismi psicologici tipici delle sette, con metodi ben conosciuti da chi studia le dinamiche di gruppo ed i rapporti di forza all'interno degli stessi.

4 – L'avversario è il nemico ed è trattato come tale, senza alcun rispetto per la sua integrità biologica ed emotiva

Passiamo ora alla disamina punto per punto delle differenze metodologiche e di insegnamento tra le Arti Marziali di cui sopra ed il nostro sistema di Difesa Personale:

Riguardo al caso 1, l'efficacia non fa necessariamente coppia con violenza e brutalità. Se così fosse tanto varrebbe comprare una pistola e sparare al primo che ci importuna. Otterremmo lo stesso effetto senza dover imparare alcuna tecnica fisica se non il flettere l'indice sul grilletto. Invece, la difesa personale deve essere:

Riguardo al punto 2, questa presunta “illuminazione” che si dovrebbe raggiungere da soli, con le proprie forze, sembra più il percorso per diventare una sorta di santone approssimativo sulle orme della pedagogia buddista che non un vero piano di sviluppo educativo delle persone. Come può lo studio sistematico di una arte tesa alla eliminazione del prossimo portare ad una sorta di pace spirituale di per se stessa? Ed inoltre, chi ha mai visto qualcuno realizzato veramente in questo modo e tramite questa metodologia?

E se anche fosse, quante sono le persone che “arrivano in vetta” rispetto alla massa di chi pratica una certa disciplina? Ed in quanto tempo? Tutto ciò considerato, secondo noi non ne vale la pena, ci sono metodi migliori, più sicuri e soprattutto più Veri tramite l'aderenza alla Chiesa Cattolica. Inoltre, ricordiamoci sempre che sono gli orientali a mettersi la giacca e la cravatta quando si tratta di discutere cose importanti, non siamo noi a metterci i kimono, vorrà pur dire qualcosa no?

Riguardo al punto 3, nella difesa personale che si insegna nel nostro gruppo, chi tiene le lezioni è un educatore CSI ma è uguale agli altri sia in dignità che in valore. Nessun uomo vale più di un altro e la formazione spirituale per creare un educatore è affidata alla Chiesa Cattolica ed ai suoi insegnamenti, non alle esperienze fantastiche del guru di turno.

Riguardo al punto 4, noi abbiamo ben chiaro che chi ci aggredisce è sempre un avversario, il nemico è uno solo ed è comune a tutta l'umanità ed alla creazione.

La nostra Difesa Personale si muove e lavora ad un livello che non abbiamo finora riscontrato in nessuna altra organizzazione o scuola italiana, altrimenti vi avremmo aderito subito, non vi pare?

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